È in libreria la nuova edizione di Rapporti di forza di Carlo Ginzburg, pubblicata da Quodlibet.

È in libreria la nuova edizione di Rapporti di forza di Carlo Ginzburg, pubblicata da Quodlibet.

Su L'Espresso del 20 febbraio 2020, Carlo Crosato ha intervistato Carlo Ginzburg e Adriano Prosperi.
"Quali sono le parole giuste per comprendere e interpretare la nostra storia? Con quali strumenti possiamo leggere l'attualità? Può il metodo dell'indagine storiografica insegnarci un corretto vivere civile, una sana convivenza democratica? Ne abbiamo parlato con due dei più importanti storici italiani: Carlo Ginzburg, ora in libreria con "La lettera uccide" (Adelphi), e con Adriano Prosperi, autore di "Eresie" (Quodlibet). A partire dai loro nuovi libri, abbiamo chiesto alla storiografia di farsi "magistra vitae", maestra di vita, per interpretare e abitare criticamente gli eventi della nostra storia."
Scrive oggi Gustavo Zagrebelsky su La Repubblica:
"La politica è una sequenza di decisioni, cioè di scelte tra possibilità. Decidere significa per l’appunto dividere, tagliare, separare. Se non c’è nulla da decidere, come accade di fronte alle cose che dipendono non da noi ma dalla necessità, dal caso o dal destino, non si è, né si può essere divisivi. Ma, fuori di questi casi, cioè nel campo delle scelte d’ogni giorno, non si può accontentare tutti. Si è divisivi per necessità, prima che per volontà. Chi volesse o promettesse di accontentare tutti sarebbe un illuso o, peggio, un ipocrita, un impostore. In politica, essere divisivi è giocoforza. Non si può piacere a tutti..."

Sul Corriere della Sera di oggi, Paolo Mieli parla a lungo di Campo dei Fiori. Storia di un monumento maledetto, libro che Massimo Bucciantini ha dedicato al monumento a Giordano Bruno, nel quadro di un discorso più ampio sul significato e la ricezione delle immagini pubbliche in questi anni. Per scaricare l'articolo di Paolo Mieli, cliccare qui.

Gustavo Zagrebelsky è tra i firmatari della lettera che chiede di ripristinare il tema alla maturità. Su La Repubblica di oggi lo ha intervistato Raffaella De Santis.
Scrivere, sostiene Zagrebelsky, "obbliga ad esplorare. È un passaggio che richiede sforzo. Scrivere vuol dire cercare le parole giuste, tra le molte a disposizione, per esprimere il proprio pensiero. Si tratta di un esercizio fortemente fecondo, che implica un’esplorazione su se stessi. Ecco perché ritengo che chiedere di abolire la prova scritta equivalga a un’amputazione".

Sul sito di Radio Radicale è possibile rivedere la presentazione del 30 novembre di Una profezia per l'Italia di Aldo Schiavone e Ernesto Galli della Loggia.

Aldo Schiavone e Ernesto Galli della Loggia hanno raccontato il loro Una profezia per l'Italia sul Corriere della sera del 29 novembre 2011. Per scaricare l'articolo, cliccare qui.
"Il prgetto di questo libro è nato in un altro tempo e per un'altra storia: quando l'ipotesi che in pochi mesi il mondo si potesse trovare sull'orlo di una crisi drammatica per effetto di un virus prima sconosciuto apparteneva solo alla fantascienza. Concepimmo allora l'idea di un viaggio nel Mezzogiorno. E cioè nel luogo critico per eccellenza dell'intera vicenda italiana dall'unità in poi, là dove si sommano in maniera più aspra tutti i nostri problemi."

Ernesto Galli della Loggia e Aldo Schiavone saranno a Roma martedì 30 novembre 2021.
Gli autori presenteranno il libro “Una profezia per l’Italia” presso la Galleria Nazionale D’Arte Moderna. Interverranno Lucia Annunziata, Roberto Esposito, Giancarlo Giorgetti e Salvatore Rossi. Ore 17.30.

Una profezia per l'Italia di Aldo Schiavone ed Ernesto Galli Della Loggia sarà in libreria il prossimo 30 novembre.
Da quanto tempo non si sente più parlare di «questione meridionale»? Del Sud con i suoi problemi antichi e nuovi, del suo eterno contenzioso con l’Italia unita? Ma da quanto tempo anche tutto il Paese non parla più del suo futuro? E non s’interroga su cosa vuole diventare, sui suoi interessi nel concerto europeo, sulla propria identità geopolitica?
È un duplice silenzio che dura almeno dalla fine del secolo scorso.
È il silenzio del declino italiano.
Questo libro si propone di romperlo riportando al centro della discussione entrambi i temi – il Sud e l’Italia – ma ripensati come due aspetti di una medesima e inedita prospettiva di rinascita che oggi, grazie a una felice e inaspettata congiuntura politico finanziaria, seguita alla crisi della pandemia, non appare impossibile.
Ritornare al Sud vuol dire indicare una nuova strada per l’unità del Paese, fondata sulla consapevolezza del suo carattere mediterraneo e su un ruolo nuovo del Mezzogiorno, finalmente chiamato a fare da sé, libero dai lamenti del vecchio meridionalismo e dalla corruzione degli aiuti di Stato così come dai guasti del regionalismo e del malgoverno.
Ernesto Galli della Loggia e Aldo Schiavone firmano un libro polemico e appassionato tra storia e politica, costruito attraverso l’esperienza e gli incontri di un viaggio, di una ricognizione sui luoghi di un’Italia oggi ai margini, ma nella quale forse è scritto il nostro comune destino.
«Oggi non si tratta più di trovare le vie per integrare il Meridione nel resto della Penisola. Si tratta di rifare per intero il Paese, cogliendo un’occasione irripetibile. È l’Italia nel suo insieme, il suo modo di essere Paese e Stato, che vanno ripensati. Per dare vita a questa nuova storia c’è più che mai bisogno del Mezzogiorno.»

Carlo Ginzburg è stato intervistato su La lettura del 21 novembre. Per scaricare l'intervista, cliccare qui.